Amaretti ciociari

La storia si ripete: una famiglia influente frequenta altri centri maggiori. Là trova ricette e prodotti che "divulga" in paese. La voglia di imitare fa il resto. La preparazione si diffonde, si seleziona la variante caratteristica del luogo, emergono "mani eccellenti".
È la storia degli amaretti ciociari a Guarcino, incastonato nei monti Ernici, sotto il Crepacuore e la Monna, ai piedi della stazione di sci di Campocatino, non lontano dall'abbazia di Trisulti.
Né friabili come i prodotti industriali, né gommosi come i prodotti artigianali mal riusciti. Di leggera patina croccante all'esterno, morbidamente asciutti all'interno.
Si trovano "freschi" al bar pasticceria King: come Mokambo, Lunik e altri, uno dei tanti nomi che segnalano al viandante ignorante che il caffé non è un prodotto appenninico.
Qualcosa del nome, pur tuttavia, va incorporato nel prodotto. Ecco allora l'ingrediente regale. Troppo usurato quello indossato da ogni risma di re e di papi, l'amaretto ciociaro l'indossa al femminile: l'ermellina. Pregiata mandorla amara, con i sentori di terre famose per la sapidità dei propri frutti.
Rapporto qualità/prezzo saldamente competitivo.
